Dal n. 7 di “Collegamenti” (autunno 2024) riportiamo questo articolo di Visconte Grisi
La tendenza verso una economia di guerra si configura a partire dalla pandemia di Covid 19. Qualunque sia stata l’origine del Covid 19, l’aspetto più sconvolgente era il linguaggio da tempo di guerra che era diventato subito virale nei mass media di regime. Espressioni da caserma come “siamo in prima linea sul fronte” o “omaggio agli eroi di guerra” sono state ripetute all’infinito, insieme al ritorno di una retorica patriottarda fuori tempo e agli inni nazionali sui balconi, anche questi durati poco, di fronte al precipitare della situazione sanitaria. Le strade deserte hanno reso l’idea di una situazione di coprifuoco che, fino ad un certo punto, ha finito per oscurare i termini scientifici dell’evoluzione della pandemia e delle possibili soluzioni di prevenzione e terapia. L’inserimento di queste misure si situavano entro una cornice che richiamava la simulazione di una situazione di guerra.

Dopo le numerose norme repressive varate negli anni scorsi, con questo DDL vengono spazzate via buona parte delle conquiste ottenute a partire dalla Resistenza riguardo al diritto di manifestare.
Questa disattenzione generale ha consentito al provvedimento di essere approvato a tempo di record (dal 10 al 18 settembre) dalla Camera con una flebile opposizione parlamentare, mentre l’opinione pubblica era abilmente distratta dalle fesserie di varia umanità propinate dai mass media (non ultime le tragicomiche vicende del ministro Sangiuliano). Anche la classe lavoratrice, i sindacati e i movimenti di base non hanno saputo cogliere in tempo il pericolo che si profilava.
GIOVEDI’ 6 GIUGNO 2024 ORE 19 PRESSO L’ATENEO LIBERTARIO IN VIALE MONZA 255 A MILANO
Maurizio Antonioli è mancato il 29 settembre 2023, una perdita dolorosa per chi ha avuto occasione di conoscerne le qualità professionali come storico e umane quali la cortesia e la disponibilità.
Collegamenti nasce come bollettino ciclostilato del milanese Centro Comunista ricerche sulla autonomia proletaria (CCRAP) nel 1974. Il bollettino vuole dare voce alla componente consiliare-libertaria del movimento milanese, minoritaria rispetto alle componenti leniniste e neoleniniste ma presente nelle lotte più importanti del periodo.
Il 12 ottobre del 1909 viene fucilato a Barcellona il pedagogista anarchico Francisco Ferrer, fondatore di una Scuola Moderna, progetto che comprende l’insegnamento dei valori sociali razionalisti in una società, com’è quella spagnola, fortemente permeata da una asfissiante cultura cattolica, ben stretta nelle maglie della chiesa e di un governo totalmente succube ad essa. L’opera del pedagogista non passa inosservata, potere e religione fanno il possibile non solo per ostacolare l’espansione che sta ottenendo la Scuola Moderna (con sedi a Barcellona e circondario) ma vanno ben oltre: Francisco Ferrer è arrestato, un processo farsa lo condanna alla fucilazione con la falsa accusa di essere stato fautore di una rivolta popolare contro il militarismo che costringe i giovani (quasi tutti provenienti da classi povere) a imbarcarsi ed andare a combattere nei territori coloniali posseduti in Africa dalla Spagna.

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