Un’altra notizia tristissima. A breve distanza dalla morte di Maurizio Montecchi ci ha lasciato anche Visconte Grisi, una colonna del nostro lavoro redazionale.
In attesa di pubblicare un contributo più ampio su di lui riportiamo un breve ricordo di Cosimo Scarinzi.

Visconte Grisi (a destra) con Cosimo e Mara
E’ morto Visconte Grisi, un compagno con cui ho condiviso la decennale
vicenda di “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” e
molte altre attività e iniziative e nello tesso tempo un amico, una
persona di cui apprezzavo la preparazione, il rigore, la gentilezza.
Ci siamo conosciuti intorno alla fine del maggio rampante italiano, veniva
da una tradizione politica radicalmente diversa da quella che mi
caratterizzava pure la curiosità intellettuale e la disponibilità al
confronto che lo caratterizzavano e, spero, mi caratterizzino favorirono da
subito una collaborazione almeno per me importante.
Aveva, in particolare, un robusto interesse per la critica dell’economia
politica che lo portò a riprendere il percorso teorico di Paul Mattick ma
anche una volontà di conoscere le forme di lotta e di organizzazione delle
lavoratrici e dei lavoratori, il quadro internazionale e, visto che era un
medico, il quadro della sanità dal punto di vista sia scientifico che
sociale.
È per me, e non solo per me, una perdita importante come lo è stata la
morte, pochi giorni addietro, di Maurizio Montecchi.

Un ricordo di Visconte
https://cox18.noblogs.org/post/2026/05/30/ciao-visconte/
Da mastodon.bida.im
lorcon
Uno degli aspetti belli di fare militanza politica è che si costruiscono relazioni con membri di diversissime generazioni e ci si può confrontare con persone che vanno dai 15/16 anni agli 80 anni. Il corollario di questo fatto è che più passa il tempo e sempre più persone di quelle che si conoscono e che vanno per gli 80 defungono. Vengo a sapere ora che ieri è mancato Visconte Grisi, compagno milanese da sempre attivo entro Collegamenti Wobbly – Per l’azione diretta di classe e che per molti anni ha collaborato anche con Umanità Nova. Quando ero in redazione spesso ci sentivamo via mail per chiedergli articoli e definirli e in qualche occasione ci siamo visti di presenza. I suoi articoli erano densi da un punto di vista analitico ma non di pesante lettura e sono stati tra i più interessanti che pubblicammo in quegli anni.