Da “Collegamenti per l’organizzazione di classe” n 10 in fase di stampa riportiamo questo articolo di EZIO BOERO
Join the CIO (I am a Union Woman) è una canzone del 1959 di Aunt Molly Jackson. Fu scritta in sostegno alla federazione sindacale statunitense CIO, Congress of Industrial Oganization. Una strofa dice: “Sono una donna del Sindacato. Coraggiosa come posso essere. Non mi piacciono i padroni. E non piaccio ai padroni. Unisciti al CIO”.
Qual è stato il ruolo delle donne nelle lotte sindacali degli USA?
United Auto Workers (UAW) sta chiedendo l’emissione di un francobollo che ricordi Walter Reuther. Presidente di UAW dal 1946 al 1970, tra i propugnatori della scissione del CIO dall’AFL negli anni Trenta e uno dei fautori del suo reingresso in senso moderato negli anni Cinquanta. Operaio alla Ford (anche, per 2 anni, assieme al fratello, nella fabbrica Ford in Unione Sovietica), simpatizzante comunista (cosa che ha sempre cercato di nascondere), poi socialista; infine anticomunista, repressore dei dissensi interni all’UAW negli anni ’50. Figura centrale di un caucus (una componente sindacale interna) che ha gestito quel Sindacato per 70 anni fino alla prigione comminata al gruppo dirigente per aver ricevuto tangenti da Marchionne dell’allora Chrysler.
Il francobollo, Reuther lo avrà con difficoltà, coi tempi che corrono oggi negli USA. Ma viene da domandarsi se e quali siano invece i ricordi pubblici in memoria delle tantissime donne statunitensi che si sono battute per conquistare condizioni di lavoro decenti, e non discriminate rispetto a quelle gli uomini, in una Nazione che ha una grande tradizione di repressione delle lotte sociali. Continued…
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– 12 Gennaio 2026
Da “Collegamenti per l’organizzazione di classe” n. 10 in fase di stampa riprendiamo questo contributo di A.
Nel mese di dicembre 2025 il Bundestag ha approvato la legge che ristabilisce il servizio militare in Germania. Questo provvedimento, a cui hanno lavorato congiuntamente SPD e CDU, si inserisce nel contesto della corsa al riarmo europeo, che ha visto la Germania aumentare la propria spesa militare già a partire dal 2022, con investimenti per più di 56 miliardi di dollari, poi cresciuti a 67 miliardi nel 2023, e giunti a 88 nel 2024.
Il cancelliere Merz, subito dopo il suo insediamento, aveva esplicitato pubblicamente la volontà di rafforzare ulteriormente l’esercito convenzionale tedesco, rendendolo possibilmente il più forte d’Europa, sia in termini di potenza militare che di uomini.
La legge appena varata è incentrata sulla volontarietà della leva militare, tuttavia non esclude affatto la possibilità, nel caso in cui le circostanze lo richiedessero, di ricorrere alla coscrizione obbligatoria. Per procedere in questo senso sarebbe comunque necessario il via libera del Bundestag e la preparazione di una legge apposita. Fatto sta che, a partire dal primo gennaio 2026, settecentomila giovani tedeschi nati nel 2008 riceveranno posta: una bella cartolina dell’Ufficio di reclutamento, attraverso la quale verranno caldamente invitati ad offrirsi come volontari nell’esercito patrio. I ragazzi saranno costretti a rispondere affermativamente o negativamente al suddetto invito [le lettere dall’ufficio leva stanno arrivando in questi giorni ndr] e avranno anche la possibilità di esprimere preferenze circa le forze in cui arruolarsi, qualora desiderassero farlo: aviazione, marina o esercito. Certo è che i giovani tedeschi sembrano non smaniare affatto dalla voglia di indossare una divisa militare. Continued…
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– 11 Gennaio 2026
Quale il ruolo dell’Intelligenza artificiale nel lavoro del futuro ? Dopo i precedenti interventi su “Collegamenti” n. 6 e n. 7, Stefano Borroni Barale cerca di risolvere gli equivoci in questo nuovo numero della rivista (10/inverno 2026)
In questi tre anni dal lancio di ChatGPT i techbro della Silicon Valley ci hanno stordito con dichiarazioni roboanti sull’intelligenza artificiale: a seconda dei momenti soluzione a tutti i nostri problemi oppure causa della nostra estinzione. Allo stesso modo, per quanto riguarda il lavoro, alternano visioni di abbondanza – grazie all’erogazione di un reddito di base universale da parte dello stato, non a spese loro – e scenari di disperazione con la sparizione di oltre il 50% dei posti di lavoro. Dove sta la verità?

Per provare a comprendere il presente, soprattutto rispetto alla tecnologia, è spesso utile studiarne e comprenderne l’evoluzione. L’intelligenza artificiale (Ai) non fa eccezione, anzi, è un caso emblematico.
Oggi, quando si vuole mettere a tacere chi solleva circostanziate obiezioni rispetto all’ultima ondata di “innovazione tecnologica” che minaccia i diritti dei lavoratori, quasi sempre lo si etichetta come “luddista”. Ma chi erano i luddisti? E cosa chiedevano, davvero? Continued…
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– 10 Gennaio 2026
E’ appropriato utilizzare la categoria “fascismo” per definire le nuove forme di governi (come quello Meloni in Italia) e movimenti autoritari che si vanno diffondendo ?
Da “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” n. 10 (inverno 2026) riportiamo questo intervento di G. Soriano.
Possiamo oggi accontentarci di qualificare come fasciste tutte le forze politiche di estrema destra? E’ pertinente se vogliamo combatterle? (1)
Un termine generico

fonte: wikipedia
Quando Berlusconi era al potere in Italia, non era raro vederlo presentato come un fascista, con una camicia nera (2). Nel 1994 aveva creato, al Centro-Nord, il «Polo delle libertà» con la Lega Nord e, al Sud, il «Polo del buon governo» con Alleanza Nazionale, partito di origine neofascista; una parte della sinistra, e soprattutto dell’estrema sinistra, aveva allora gridato al ritorno del fascismo. Le proteste si intensificarono quando l’alleanza si stabilizzò nel 1996 con gli ex neofascisti ma senza la Lega. Il “fascismo” entrava al governo. Quando la Lega Nord – partito originariamente autonomista-indipendentista, ma diventato fortemente nazionalista con la leadership di Salvini – arrivò al potere, ci furono nuovamente persone di sinistra (e soprattutto di estrema sinistra) che denunciarono a gran voce il nuovo fascismo. Oggi è il partito Fratelli d’Italia (FdI) – erede dell’ex MSI (3)– che si suppone apra le porte al fascismo.
In Francia, è il partito di Jean-Marie Le Pen, fondato da ex membri dell’OAS, fascisti e nazisti, ed adesso il suo erede, il Rassemblement national (RN), a polarizzare l’attenzione degli antifascisti. Tuttavia, le modifiche ai programmi che accompagnano le diverse evoluzioni di queste formazioni non cambiano nulla della loro essenza neoliberista, conservatrice, «sovranista» e populista – con una patina sociale per il RN e FdI. Continued…
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– 9 Gennaio 2026
Da “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” n 10 in fase di stampa riportiamo questa analisi di Cosimo Scarinzi sugli scioperi di questo autunno.
“L’energia accumulata nelle manifestazioni per la Palestina deve tradursi nel rimettere in discussione i rapporti di potere nei paesi capitalistici e in particolare nell’Italia di Meloni. Che sia questa la nostra maggiore preoccupazione. Per ottenere migliori condizioni di vita e di lavoro dei giovani intrappolati nella gig economy, dei freelance, dei precari della scuola e della sanità, dei salariati dell’industria, degli schiavi della raccolta pomodori o della logistica. Perché questo e non altro significa cambiare i rapporti di potere….. E qualora le energie di liberazione e di rivolta sprigionatesi nelle manifestazioni per la Palestina dovessero prendere la strada giusta, le cose potrebbero cambiare. Ma sul serio.
Inoltre, c’è un’altra considerazione da fare. La situazione a Gaza è complessa, la spinta ad appoggiare la causa palestinese può frammentarsi e dividersi. Potrebbe succedere il peggio del peggio e cioè che di tutta questa energia accumulata rimangano soltanto dei residui focalizzati sulla contrapposizione fisica. Mentre la sua grande forza è stata quella di essere un movimento pacifico e di massa. Perché sia di massa un movimento non può che essere pacifico, pur nella sua intransigenza. Così può contare sul piano dei rapporti di potere e non ridursi a pura testimonianza.”
Sergio Fontegher Bologna “Il Manifesto” del 20 ottobre 2025 nell’articolo “Per un futuro del movimento pro Palestina”.
La considerazione da cui partire è il fatto che NON siamo di fronte ai classici scioperi indetti dall’assieme o da parte dell’universo del sindacalismo di base ma a un’iniziativa che si colloca in un quadro, per molti versi, nuovo e a fronte di possibilità tutte da verificare.
La prima caratteristica specifica da tenere presente è la presenza di un movimento di massa che ha animato un numero notevolissimo di manifestazioni, presidi, assemblee, occupazioni di scuole ecc. e che ha coinvolto in primo luogo le giovani generazioni ma in larga misura settori di società civile.
Di conseguenza gli scioperi indetti dal sindacalismo di base e dalla CGIL in una relazioni abbastanza complicata fra di loro sono entrati in relazione con questa mobilitazione di massa, ne hanno colto i caratteri e hanno contribuito alla crescita e alla caratterizzazione del movimento stesso. Continued…
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– 8 Gennaio 2026
Da “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” n 10 in fase di stampa riportiamo questo importante contributo sull’esperienza dei “Ferrovieri contro la guerra”
Nel corso dell’estate del 2024 i Ferrovieri contro la Guerra diffondono il primo numero del Bollettino omonimo. Sono passate poche settimane dall’annuncio dell’accordo tra Leonardo SpA e RFI, che punta ad intensificare e perfezionare la mobilità militare in “situazioni ordinarie e straordinarie” attraverso l’utilizzazione di infrastrutture “dual-use” (civile e militare), su binari e impianti sottoposti alla supervisione e al controllo di Leonardo tramite “tecniche avanzate di A.I.” e di uno dei “super computer più potent del settore aerospazio, difesa e sicurezza”. Cosa c’è dietro un annuncio del genere?
Appare evidente che non si tratta di un fulmine a ciel sereno, come molti lo intendono. L’accordo non ha una caratterizzazione nazionale, bensì rientra nella “Military Mobility” in atto nel continente europeo, inaugurata nel 2018 con l’”Action Plan”, e che ha subìto una forte accelerazione con la deflagrazione del conflitto in Ucraina. La necessità, per la Nato, di accelerare il trasporto di merci, mezzi e armamenti, truppe su rotaia richiede ingenti investimenti e urgenti provvedimenti.
Nel gennaio 2024 la Commissione Europea annuncia l’Action Plan on Military Mobility 2.0, ovvero l’attivazione di ulteriori 38 progetti di mobilità militare da aggiungersi a quelli già avviati per il trasporto di truppe sulla TEN-T (1) ovvero la rete transnazionale che attualmente comprende nove corridoi. Arriva un primo investimento di 807 milioni di euro, che salgono a 1,74 per 95 progetti. Si tratta di eliminare i cosiddetti “colli di bottiglia”, ovvero punti deboli delle linee dove le misure limitate, infrastrutture obsolete e armamento ferroviario non permettono il transito di treni militari pesanti e fuori sagoma. Ma non solo. C’è l’aspetto fondamentale della difesa delle tecnologie informatiche, sempre a rischio di cyber-attacchi. Continued…
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– 7 Gennaio 2026
Un gradito dono per l’anno nuovo.
Il n. 10 di “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” (inverno 2025/2026) è in preparazione e a breve sarà disponibile in formato pdf, cartaceo e (articolo per articolo) su questo blog !
Per ricevere una copia (cartacea o pdf) scrivere a collegamentiwobbly@gmail.com
Posted in La rivista.
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– 15 Dicembre 2025
Dieci anni fa ci lasciava Guido Barroero, una delle colonne portanti di “Collegamenti”, amministratore della rivista, gestore del sito, studioso di valore, militante instancabile.

Qui un ricordo pubblicato su “Collegamenti” (gennaio 2016)
Posted in compagni, La rivista.
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– 25 Novembre 2025
Riportiamo alcune riflessioni sul tema di Cosimo Scarinzi
La considerazione da cui partire è il fatto che NON siamo difronte al classico sciopero indetto dall’assieme o da parte dell’universo del sindacalismo di base ma a un’iniziativa che si colloca in un quadro, per molti versi, nuovo e a fronte di possibilità tutte da verificare.
Abbiamo infatti alle spalle lo sciopero del 3 ottobre che ha visto assieme nell’indizione e in piazza il sindacalismo di base e la CGIL e, prima, lo sciopero a sostegno della popolazione di Gaza del 22 settembre indetto da CUB, USB e da altri sindacati.

Una novità, non l’unica né la principale ma da tenere presente, di quanto è avvenuto tra settembre e ottobre è la dialettica fra sindacalismo di base e la CGIL.
A settembre, infatti, la CGIL aveva scelto di andare in solitaria indicendo uno sciopero il 19 che, a causa della legislazione sullo sciopero, era solo per le categorie del settore privato con l’effetto di determinare tensioni interne e di assistere dall’esterno a una mobilitazione di straordinaria e imprevista ampiezza il 22 settembre.
Preso atto della situazione, la stessa CGIL ha accettato un indizione unitaria dello sciopero del 3 ottobre indetto, di fronte al blocco della Global Sumud Flotilla, con CUB e USB e con la Confederazione Cobas che si era aggiunto nel frattempo, un’obiettiva novità.
Ovviamente, chi scrive per triste privilegio dell’età e dell’esperienza non si caratterizza per eccessivo stupore ed entusiasmo di fronte alle svolte a sinistra della CGIL, che spiega, come è già avvenuto in passato, col fatto che, di fronte a un governo di destra, CGIL e CISL si collocano su posizioni opposte e la CGIL indurisce la sua posizione mentre la CISL si prosterna con la UIL che oscilla fra le due. Quanto questa deriva sia contingente o strutturale lo verificheremo col tempo, per ora questo è un dato di fatto da cui prendere le mosse.
Continued…
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– 7 Novembre 2025
Sulla giornata di mobilitazione del 22 settembre 2025 contro il genocidio a Gaza riportiamo queste riflessioni di Cosimo
Ritengo si debba partire da un dato quantitativo, più di 80 manifestazioni, alcune con decine di migliaia di partecipanti, altre con migliaia portano a una presenza in piazza in occasione dello sciopero di lunedì 22 settembre di centinaia di migliaia di persone.
Un dato ancora più significativo se si tiene conto del fatto che lo sciopero e l’assieme delle mobilitazioni sono stati costruiti in pochi giorni, che la CGIL ha organizzato come controfuoco uno sciopero e una serie di manifestazioni su temi simili per venerdì 19. Continued…
Posted in Internazionale, mobilitazioni sindacali.
Tagged with Gaza, genocidio a Gaza, sciopero generale 22 settembre 2025.
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– 28 Settembre 2025
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