Tra le recensioni pubblicate dall’ultimo numero di “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” (n. 9/Primavera 2025) riportiamo questa scheda di Mauro De Agostini
È da poco uscito l’agile saggio di Hartmut Rübner “L’anarcosindacalismo in Germania. Affermazione, ascesa e declino (1892 – 1933), Malamente, p. 123, euro 15, che ripercorre vicende politiche e sindacali quasi sconosciute in Italia.
Durante il periodo delle leggi antisocialiste (1878-1890) il movimento sindacale tedesco si era dato una organizzazione decentrata per sfuggire alle persecuzioni. Dopo la fine della legislazione speciale una parte di organizzatori (i cosidetti “localisti”) si opposero al processo di centralizzazione sindacale sponsorizzato dal partito socialdemocratico (SPD). Questi contrasti obbligarono i “localisti” a riunirsi in una propria associazione nel 1897: la “Libera Unione dei sindacati tedeschi” (FvdG). Da rilevare che, in questa prima fase, la FvdG aveva un programma che ben poco si distingueva da quello socialdemocratico. Continued…
Il libro di Paolo Bertetto,
Quella che ci sottopone Claudio Albertani è una ricerca approfondita e minuziosa sul giovane Victor Serge (
L’Italia in quegli anni vive una situazione per molti versi particolare. Dopo uno straordinario ciclo di lotte operaie soprattutto ma non solo nell’autunno del 1969 (1) il paese vive un decennio che, non a caso, è stato definito il “maggio rampante”, caratterizzato da una grande vivacità del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici, da un massiccio movimento di occupazioni delle case, dalla radicalizzazione di settori sociali in precedenza poco vivaci.
Dal n. 9 di
Il triennio che abbiamo alle spalle (2022-2024) è stato particolarmente impegnativo sul fronte sociale. Abbiamo subito un pesante ritorno di inflazione “da costi”, causata dal rincaro dei prezzi delle materie prime e dell’energia, conseguente al conflitto Russia-Ucraina. Su questa base si è innestata una ulteriore inflazione “da profitti”, generata dalla tendenza delle imprese ad aumentare i propri margini in misura più che proporzionale rispetto agli aumenti dei beni intermedi, oppure semplicemente approfittare della generale confusione per alzare il costo dei servizi prestati.

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