Dal n. 9 di “Collegamenti” (primavera 2025) in fase di stampa anticipiamo questo aggiornamento sul DDL “Sicurezza” la cui discussione è prevista in aula al Senato il 15-16 aprile. Notizie di oggi però danno per certo un nuovo colpo di scena: buona parte dei contenuti del DDL verrebbe anticipato in un Decreto Legge per bypassare la discussione parlamentare ma – soprattutto – l’opposizione sociale.
Mentre a livello di Unione Europea fervono i piani di riarmo, in Italia sta giungendo a conclusione l’iter legislativo del Disegno di Legge cosiddetto “Sicurezza” presentato dal ministro Piantedosi (di concerto coi ministri Crosetto e Nordio). Come scrivevamo sul n. 7 di “Collegamenti” queste norme costituiscono uno dei peggiori giri di vite securitari dagli “anni di piombo” ad oggi. L’obiettivo è quello di spazzare via buona parte delle conquiste ottenute a partire dalla Resistenza riguardo al diritto di manifestare.

Iter legislativo e opposizione sociale
Questo gravissimo provvedimento, presentato in Parlamento il 22 gennaio 2024, è stato approvato a tempo di record dalla Camera tra il 10 e il 18 settembre 2024 con una flebile opposizione parlamentare. Nel frattempo la stampa “democratica” faceva a gara nel distrarre l’opinione pubblica propinando gustose fesserie sulle vicende del ministro Sangiuliano o sul ruolo di Fitto in Europa. Anche la classe lavoratrice, i sindacati e i movimenti di base non hanno saputo cogliere in tempo il pericolo che si profilava.
Il merito di aver lanciato tra i primi l’allarme è stato della “Rete Liberi/e di lottare”(agosto 2024). Ne è seguita una certa mobilitazione di piazza (sicuramente insufficiente) e anche i i partiti di opposizione, CGIL e UIL si sono risvegliati dal coma con una manifestazione il 24 settembre.
Continued…
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